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Approfondimento Parco Matteotti
D.2 – Il Parco Matteotti

In questa pagina scopriamo come si è formato nei secoli il Parco Matteotti.
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D.2.1 – Dai Giardini delle Ville Patrizie al Parco
Fin dal 1721, la data della prima mappa di Cusano, quella del Catasto Teresiano, sull’area dove si trova oggi il parco Matteotti sono disegnati dei giardini.
1721

Mappa del Catatso Teresiani - 1721
A est del Seveso, con il n. 93 il giardino di quella che in seguito sarebbe stata individuata come Villa Alemanni e con il n. 92 il giardino della futura Villa Tirelli. Il primo risulta di proprietà di Carlo Salvioni, probabilmente un semplice borghese, che risultava tra i proprietari terrieri minori.
Il secondo giardino, di dimensioni più consistenti, con il vicino orto (n. 91), ancora più grande, è di proprietà (ovviamente insieme alla casa antistante) del Marchese Giorgio Olivazzi. Anch’egli è uno dei proprietari fondiari di Cusano (con oltre 440 pertiche è il quarto in ordine di estensione delle proprietà) ed è sempre citato come “reggente” a causa dei suoi incarichi di governo. Era infatti membro del Senato e fu Gran Cancelliere dal 1733 al 1737. Quindi un personaggio importante della buona società di allora.
Il giardino della futura Villa Venini (n. 89) misura solo 3 pertiche, è di proprietà (insieme alla villa) dei Cantù, famiglia nobile, anch’essi grandi proprietari terrieri. Con oltre 400 pertiche, pari quasi al 10% del nostro territorio, sono infatti al quinto posto in ordine di superficie agricola posseduta. La grafica con cui è rappresentato il giardino sembra indicare aiuole fiorite attraversate da un vialetto centrale.
Il quarto giardino (n. 90) è quello di dimensioni più grandi del gruppo (oltre 6 pertiche). Il disegno mostra una rete di vialetti tra le aiuole. I puntini nella sezione centrale potrebbero rappresentare un boschetto. Proprietario è un certo Carlo Antonio Buzzanigo di cui non si hanno altre notizie, se non che a Cusano era uno dei possidenti minori. La casa (n. 167 sulla mappa) probabilmente in seguito venne in parte demolita ed in parte aggregata alla futura Villa Venini.
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1878

Carta militare del 1878
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Appaiono ancora rappresentate come giardini quelle che erano le proprietà Salvioni (dietro la villa Alemanni) ed Olivazzi (dietro Villa Tirelli con il Cortin, che sembra aver assunto la forma che sarebbe arrivata fino ai nostri giorni). Attorno a Villa Venini (anche qui la forma già quella “moderna”) sono rappresentati orti probabilmente con viti.
Sono ben riconoscibili i giardini di Villa Venini e Villa Tirelli, gli edifici artigianali lungo via Alemanni che saranno demoliti ed i capannoni della Manifattura Griziotti, anch’essi in seguito demoliti.
1950

Immagine aerea IGM 1950 – Volo 26 giugno 1950, str 3, F45 (estratto)
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I buoni propositi sono però presto minacciati dalle esigenze dello “sviluppo”. Gli abitanti di Cusano Milanino sono passati dai 5100 del 1931, ai 7.000 del 1952 ed ai 15.000 di fine 1961. Le iniziative industriali si sono disseminate sul territorio. Nel 1962 si studia quindi una variante del piano regolatore.
“ … le varianti proposte, pur non modificando sostanzialmente l’inquadramento generale del piano e le caratteristiche della località, rispondono necessità assolute alle quali l’Amministrazione Comunale non può fare a meno di venire incontro.” [Dalla relazione tecnica dell’Ing. L. Gussoni, 28 feb 1962].
1952

Il piano regolatore del 1952
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Nell’immediato dopoguerra con l’esigenza di un nuovo piano regolatore (quello del 1932-33 è largamente inadeguato) comincia a farsi strada anche l’idea di vincolare a verde quel che resta dei giardini. Per ora non si parla di espropri, ma “alcuni giardini privati nella zona ad edificazione intensiva sono da vincolarsi all’attuale destinazione, nell’intento di conservare le caratteristiche locali mantenendo una nota di verde nel complesso dell’abitato”. [Dalla relazione tecnica dell’Ing. Paolo Zanelli - 30 marzo 1945].
Il nuovo Piano Regolatore Generale sarà approvato definitivamente dal Ministero dei Lavori Pubblici il 19 settembre 1952.
1962
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I buoni propositi sono però presto minacciati dalle esigenze dello “sviluppo”. Gli abitanti di Cusano Milanino sono passati dai 5100 del 1931, ai 7.000 del 1952 ed ai 15.000 di fine 1961. Le iniziative industriali si sono disseminate sul territorio. Nel 1962 si studia quindi una variante del piano
regolatore.
“ … le varianti proposte, pur non modificando sostanzialmente l’inquadramento generale del piano e le caratteristiche della località, rispondono necessità assolute alle quali l’Amministrazione Comunale non può fare a meno di venire incontro.” [Dalla relazione tecnica dell’Ing. L. Gussoni, 28 feb
1962].

Ecco quindi che le aree vincolate a giardino si riducono per diventare industriali o residenziali intensive. C’era in progetto un allargamento dello stabilimento Griziotti. Praticamente sarebbe sopravvissuto solo in parte il giardino di Villa Tirelli, privato.
Questa versione di Piano Regolatore (identificata come 2° variante), approvata in via preliminare dal Ministero dei Lavori Pubblici, fu adottata dal Consiglio Comunale solo il 16 ott 1963. Prima dell’approvazione definitiva, sempre sotto la pressione del tumultuoso sviluppo di quegli anni, nel 1965 si avvia lo studio di una nuova variante che approda in Consiglio Comunale il 28 dic 1966, fortunatamente con significative modifiche.
Nella riconsiderazione generale delle destinazioni urbanistiche, pur prevedendo ampie zone di edificazione intensiva, si riservano anche aree per il verde ora definito pubblico. Tra queste, sono inseriti anche i giardini storici, che addirittura vengono estesi ad includere l’area della Manifattura Griziotti, la cui attività era già in declino. Palazzo Omodei-Carones e villa Venini sono destinati a Centro Civico ed attrezzature culturali ed amministrative.
1966

Riproduzione a colori (estratto) della tavola n.4, che il Consiglio Comunale adotta come variante il 28 dicembre 1966
Leggiamo dalla relazione tecnica approvata in Consiglio Comunale il 28 dicembre 1966.
…. sono reperibili al suo interno un certo numero di zone ancora libere o recuperabili, che possono molto opportunamente essere salvaguardate e destinate a verde pubblico e di rispetto (la necessità di aprire i tessuti compatti per creare penetrazioni di verde, il più possibile continue, cioè percorribile con pedonali, è esigenza imprescindibile di ogni città moderna), oppure a verde attrezzato, per la creazione di tutte quelle attrezzature di interesse comune, scuole, centri culturali, o commerciali, o assistenziali, di cui si avverte fin d’ora la carenza.
… si notano come interventi rilevanti:
- la sistemazione della zona della chiesa parrocchiale e degli adiacenti giardini;
- la previsione di un nuovo parco nella zona, adiacente alla precedente, che si renderà libera prossimamente in seguito allo spostamento di un’industria.
La destinazione delle aree a verde pubblico o comunque ad attrezzature pubbliche di interesse comunale fu confermata da tutte le successive varianti di PRG.
1977

Fotografia aere 1977 - Riproduzione parziale dell’originale fotografico conservato presso la Biblioteca Civica F. Maraspin Cusano Milanino
In questa foto aerea del 1977 vediamo che Villa Tirelli è stata demolita, sostituita dai due condomini ai lati dell’ingresso al parco, già aperto al pubblico, con la pista di pattinaggio a ridosso dei capannoni della ex-Griziotti. Al posto di Villa Venini è già stato costruito il nuovo asilo Codazzi.
1977

dal periodico Cusano Milanino Democratica – Settembre 1977
1987

Il Parco Comunale Matteotti - dal periodico locale Tramway – Febbraio 1987
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Negli anni ’80 il Comune aveva acquisito gran parte dei terreni sui quali sorgeva la fabbrica Griziotti, consentendo così al parco di allargarsi a sud arrivando fino a via Marconi.
Finalmente nel 1998 il comune può aviare il progetto per la sistemazione definitiva del Parco: questo avviene con l’attuazione di un piano di recupero grazie al quale il gruppo di vecchi edifici tra il parco, via Alemanni e via Pieroni viene abbattuto per far posto ad una moderna residenza con la cessione al parco di ben 3.800 mq. Il parco si arricchisce di un’area giochi più completa nella parte a sud, con alberi d’alto fusto a schermarla dalla strada, fontanelle per l’acqua, l’edificio dei bagni ristrutturato, una nuova area pavimentata e coperta da una tettoia nei pressi della casa per anziani, un campo per le bocce a due corsie (che nel 2003 verrà coperto), strutture a pergolato e ovviamente una ricchissima dotazione dei verde, alberi e arbusti fioriti.

I vecchi edifici di via Alemanni dalla cui demolizione il parco ha guadagnato una nuova area. Foto A. Ripamonti - 1991
La nuova veste del parco fu inaugurata con una festa pubblica il 2 aprile 2000 e l’anno dopo (maggio 2001) sia aggiunse anche la nuova area derivante dal piano di recupero. Su quest’area si costruì anche una grande fontana che però funzionò solo per un breve periodo e tutt’oggi è spenta.
L’intitolazione del Parco a Giacomo Matteotti è del 2001 e l’indicazione venne da un lavoro partecipato promosso dal Comune per i ragazzi delle scuole, cui aderirono alcuni classi elementari di Piazza Trento e Trieste e della medie Marconi.
Nel 2002 tutte le principali specie arboree del parco sono stato dotate di cartellini identificativi, oggi purtroppo praticamente scomparsi.

La nuova fontana al Parco Matteotti - Foto L. Pulga 2001
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D.2.2. - Villa Venini
Oggi è la sede della scuola Materna Codazzi, un tempo era un villa nobiliare risalente probabilmente al sec XVII. I Venini erano borghesi benestanti, proprietari terrieri; risiedevano a Milano ed avevano questa villa a Cusano, come residenza di campagna.
Paolo Venini, nato nel 1895 qui a Cusano in questa casa, divenne avvocato. Durante la prima guerra mondiale come ufficiale fu assegnato vicino a Venezia. Lì entrò in contatto con l’ambiente delle vetrerie d’arte di Murano e nel 1921, in società con un antiquario veneziano, fondò una bottega per la produzione di vetro soffiato artistico. Ebbe subito un grande successo in Italia e all’estero, che durò per decenni. Alcuni dei loro prodotti sono esposti al MOMA di New York. Paolo Venini morì nel 1959 e l’azienda fu condotta dalla famiglia fino al 1985, quando passò ad altri imprenditori. Oggi l’azienda, tornata di proprietà di un gruppo italiano operante nel settore del lusso, continua la produzione di oggetti in vetro d’arte e di design.
Nella serie fotografica seguente [foto di L. Gasparetto – 1974 – c/o Biblioteca Comunale F- Maraspin Cusano M.] il degrado della villa prima dei lavori per la costruzione della suola materna.



Il portale di accesso dal ponticello sul Seveso con l’antico stemma nobiliare.
Vista dall’esterno, Da notare i pilastri del portone allargati per far entrare più agevolmente i camion: il cortile infatti era stato affittato a una azienda di autotrasporti per parcheggiare i propri mezzi.

Vista dal cortile.


L’ala degli edifici rustici, stalle e depositi.
L’ala delle residenze


I particolari architettonici e le decorazioni a stucco richiamano i fasti di un tempo. I preziosi stucchi realizzati da Domenico Molgiani nel 1782 si trovano ancora nelle stanze della scuola.
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La villa Venini, ormai cadente per il perdurante abbandono da parte dei Venini, nel 1967 fu acquistata dal Cav. Costantino Codazzi con il parco retrostante e subito ceduta gratuitamente al Comune per farne una casa di riposo per anziani. Viste le gravi condizioni dell’edificio, il restauro si presentava quasi come una ricostruzione; il progetto fu riconvertito a scuola materna, inaugurata con l’anno scolastico 1975-76.
L’intitolazione della scuola a Costantino Codazzi avvenne nel 1977. dopo la sua morte.
Il giardino della villa in parte è divenuto giardino della scuola ed in parte ha formato il Parco Matteotti, oggi a disposizione di tutti.
In questa seconda serie fotografica [foto di L. Gasparetto – 1976 – c/o Biblioteca Comunale F- Maraspin Cusano M.] vediamo invece la nuova scuola materna e il suo giardino dopo i lavori.





D.2.3. Villa Tirelli
Una parte del parco Matteotti viene da quello che un tempo era il giardino di Villa Tirelli, su via Matteotti. Antica villa, demolita nel 1955, quando, a detta degli studiosi, l’edificio aveva già perso gran parte dei fasti della villa settecentesca che era in origine. Era l’abitazione di ricchi proprietari terrieri.
Al posto della villa furono edificati i due condominii che vediamo ai lati dell’ingresso al parco attuale. La storica cancellata in ferro battuto è stata in parte conservata e spostata alcuni metri verso l’interno. Ancora oggi delimita l’accesso al parco.
Del giardino della villa sopravvissero molti alberi, che costituirono il patrimonio iniziale di alberi monumentali del parco e (per qualche anno) anche una serra, bella costruzione con grandi vetrate destinata al ricovero invernale delle piante e dei fiori che non potevano sopportare il freddo.
Le due foto seguenti sono dei primi anni ’80, poco dopo la prima apertura del parco al pubblico. Nella prima vediamo che c’era ancora la serra, la seconda mostra che alcuni elementi del parco originale sono stati mantenuti negli anni.


La serie fotografica seguente documenta alcuni aspetti della villa e della famiglia che la abitava. Ci è stata gentilmente concessa copia digitale da Flavia Mainardi (che ringraziamo), che le custodiva tra i ricordi di famiglia.


La serra nel parco.

La villa nei rimi decenni del ‘900

La grande cancellata, in parte conservata e collocata all’ingresso attuale del parco.
Inquadrati l’edificio dei servizi e delle stalle.


Da notare l’eleganza raffinata della pensilina a protezione dell’ìngresso.
D.2.4 – Le Manifatture Riunite Griziotti
I due fratelli Giuseppe ed Umberto Griziotti costruiscono il nuovo stabilimento nel 1940 all’angolo tra l’allora via Principe Ereditario (oggi via Marconi) e via Alemanni. Il sito viene però subito requisito dall’aeronautica Militare che ne fa un magazzino ed un’officina manutenzione motori a supporto dell’aeroporto di Bresso. Finita la guerra la proprietà riesce a rientrarne in possesso solo dopo lunghe vicissitudini alla fine del 1946.
Le Manifatture Riunite Griziotti producevano corde di tutti i tipi. La fabbrica era infatti popolarmente identificata come la Corda. Alla fine del ’47 conta già 265 operai, che crescono fino a 450 tra il ’55 ed il ’60. È del 1957 un progetto di espansione dello stabilimento verso Nord, ad occupare il giardino ex Tirelli. Il progetto non passa perché, con il nuovo piano regolatore, l’Amministrazione decide l’acquisizione dell’area per farne parco pubblico.
Senza possibilità di espansione e di aggiornamento tecnologico, l’azienda declina fino alla messa in liquidazione nel 1965. La grandissima partecipazione allo sciopero generale di solidarietà per i circa 400 lavoratori che avevano occupato l’azienda, non valse a cambiarne la sorte.


Un campionario dei prodotti della GRIZIOTTI.

L’ingresso della fabbrica in via Marconi.






Al campo di via delle Rose.



