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Approfondimento Il Vecchio Asilo ora Biblioteca 

D.3 – il Vecchio Asilo ora Biblioteca 

vecchio_asilo_1.jpg

Archivio ASCM - Foto A. Ripamonti 1979 

 

In questa pagina scopriamo le due vite diverse di questo edificio, vecchio più di un secolo.

 

 

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D.3.1 – Il primo asilo di Cusano

 

La vicenda della nascita della prima scuola materna della nostra città fu piuttosto travagliata.

Il rag. Giuseppe Zucchi, ricco possidente, proprietario dei beni un tempo degli Omodei, fu sindaco di Cusano dal 1867 al 1883. Egli fece dono al Comune del terreno su cui erigere la nuova casa comunale (all’inizio di via Italia, oggi l’edificio è sala espositiva e casa delle associazioni) ed avviò le trattive per l’acquisto del terreno per l’asilo. La scelta fu però molto contestata, perché altri avrebbero preferito costruire l’edificio del comune sul terreno destinato all’asilo, ritenuto più centrale sull’asse del viale lungo il quale già allora si riteneva Cusano si sarebbe sviluppata.

Dopo l’erezione del palazzo comunale sul terreno originariamente previsto (inaugurazione il 12.05.1878), lo Zucchi offrì al comune un lascito di ben L. 10.000 per l’asilo, a patto che il segretario comunale, il Cav. Vincenzo Aliprandi, che evidentemente avversava il progetto, lasciasse la sua carica. Dopo il ritiro dello Zucchi dalla vita pubblica, anche l’Aliprandi lasciò la sua carica per facilitare la nascita dell’asilo. Lo Zucchi confermò il lascito con il suo testamento del 29.06.1883.

Lo Zucchi muore nel 1884 e dell’asilo si occupa la vedova Carolina Carones (1822-1892). Nel 1886 cede al comune i proventi (pagati dal Comune stesso) derivanti dall’allargamento di via Brambilla (il muro di cinta dei rustici di Palazzo Omodei distava solo un metro dal muro della Chiesa) vincolandoli alla costruzione dell’asilo. Nel 1888 la Sig.a Carones trasferisce al comune l’importo del lascito del marito e relativi interessi, aggiungendovi una rendita pubblica di L 100 l’anno a suo nome ed un’altra di L 85 l’anno a nome della sorella Marianna, vedova Ravizza. 

Con i fondi a disposizione il 26.06.1889 è costituita la Fondazione G. Zucchi, poi eretta in Ente Morale, che da allora si occuperà della costruzione e poi della gestione dell’asilo.

Alla fine del 1888, l’Aliprandi, ironia della sorte, viene eletto sindaco e, nonostante i precedenti, si adopera fattivamente per trovare altri finanziamenti per la costruzione del nuovo asilo. Come soluzione provvisoria, ottiene un mutuo di L. 4000 dall’Opera Pia Omodeo e aggiunge una sala al Municipio, nella quale può subito avviare l’asilo, retto dalle suore del Cottolengo di Torino.

Nel giugno del 1894, raccolti finalmente i fondi mancanti, si perfeziona l’acquisto del terreno (vende il Rag. Alessandro Galbusera, al prezzo di L 2.400), si avvia la costruzione su progetto dell’arch. Bianchi, forse identificabile con il Paolo Cesa Bianchi che in quegli anni lavorava al restauro stilistico della chiesa di San Babila e che dal 1877 ricopriva la carica di architetto della Fabbrica del duomo di Milano. Il 1° maggio 1898 l’asilo è finalmente inaugurato.

D.3.1

La prima foto conosciuta dell’asilo infantile. ​Potrebbe risalire alla inaugurazione del 1898. Notiamo infatti l’uomo in divisa con uno strumento a fiato sotto braccio, la donna in abiti eleganti e la manacanza della recizione, con una semplice rete a delimitare l’area.

 

La gestione è affidata alle suore di Carità, dette di Maria Bambina, una congregazione fondata a Lovere nel 1832 dalle Sante Bartolomea Capitanio e Virginia Gerosa. In un articolo scritto in occasione del centenario dell’asilo (1989) A. Spinelli ricorda i nomi delle prime tre sorelle attive a Cusano: suor Eulalia, la superiora, suor Carlottina e suor Luigina. In un altro articolo di quel periodo Franco Casati ricorda suor Antonietta, suor Gesuina, suor Fausta e soprattutto suor Melania Locatelli che fu a Cusano più a lungo di tutte, dal 1927 al 1962.

In questa foto compare invece la recinzione. Potrebbe risalire al primo deennio del ‘900.

 

Secondo quanto riportato da Ansaloni nel suo libro, in un locale dell’asilo dal 1900 fu attiva anche una scuola di “lavori donneschi” (ricamo e cucito) per fanciulle di almeno 12 anni, istituita a sue spese da Vincenzo Aliprandi a ricordo della compianta figlia Vittorina, “giovanetta di preclare virtù, di intelligenza non comune, buona e caritatevole”. La data però non torna. L’avv. Daniele Aliprandi, discendente di Giovanni Aliprandi (Cusano 20 aprile 1856 - Affori 3 marzo 1909) fratello di Vincenzo, ci informa infatti che Vittorina Angela Giuseppa Maria Aliprandi, figlia di Vincenzo, era nata a Cusano sul Seveso il 22 gennaio 1879 e morì a Caronno Ghiringhello 22 luglio 1909, quindi ormai trentenne. Anche se è difficile pensare che ci si possa riferire a lei come a una giovanetta, la data andrebbe posticipata per lo meno al 1909. Secondo altre fonti però l’autore dell’iniziativa della scuola sarebbe il Col. Benigno Menni, la cui figlia Vittorina morì nel 1897. La data 1900 tornerebbe quindi plausibile. Informazioni imprecise in una pubblicazione che si fregia della qualità di storia o ricordi tramandati da generazioni e via via alterati? Non lo sappiamo, ma poco importa. Il fatto è che qualcuno ci ha pensato e lo ha realizzato mettendo a disposizione le risorse economiche necessarie. Quindi gli rendiamo grazie.

Il corpo più a sud dell’edificio originale. 

Un salone con grandi vetrate ad arco e un soprastante terrazzo.

All’epoca l’asilo occupava solo il piano terra, mentre il primo piano era utilizzato come residenza dalle suore che lo gestivano. [archivio L. Pulga]

 

Nel 1931, per opera del Podestà Ercole Masera, con progetto regalato  da suo padre (che aveva in corso la redazione del primo piano regolatore generale del nostro comune), l’ala posteriore costituita da un portico con grandi vetrate e un terrazzo al piano superiore, viene rifatta, ricavando la sala mensa (che era nei locali sotterranei) e un’aula affacciata su via Alemanni, con una più razionale collocazione dei servizi igienici. 

La nuova aula (sopra)  e la nuova mensa (sotto) ricavate nel corpo sud (1931)

[Archivio L. Pulga]

In questa preziosa immagine vediamo i bimbi dell’asilo delle classi 1936-38

[archivio L. Pulga]

Un’altra immagine, altrettanto preziosa, ci mostra i bimbi dell’asilo “in servizio”: guidati dalle suore accompagnano al campo santo un corteo funebre; nella foto il tratto di via D’Azeglio.

Foto databile nel primo quarto del ‘900 [archivio L. Pulga]

 

L’asilo continuò in questo edificio fino all’estate 1961, quando fu trasferito nella nuova sede di via XXIV Maggio.

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D.3.2. -  Franco Casati ricorda gli anni trascorsi all’asilo Zucchi

 

Testo pubblicato da Franco Casati su Facebook il 17 febbraio 2017 accompagnato dalla fotografia del corteo funebre in via D’Azeglio. Lo ringraziamo per la gentile concessione.

 

CUSANO :“ L’ ASILO” ovvero della SCUOLA MATERNA ZUCCHI

Queste poche righe non vogliono certo essere un resoconto di quello che è oggi ed è stata nel passato la Scuola Materna Zucchi. No, non è questo il mio intento, io infatti voglio fare solo un piccolo esperimento e, chiudendo gli occhi, salire su una macchina del tempo e ritornare indietro negli anni quando, accompagnato dalla mamma, ho varcato per la prima volta la porta dell’Asilo (a Cusano si è sempre chiamato solo così: l’Asilo).

Quanti anni fa? … Tanti!

Ma mi accorgo che non c’è affatto bisogno né di macchine né di marchingegni strani per fare questo viaggio. No! Occorrono solo due cose, due cose che posseggono tutti: un po’ di fantasia e un po’ di memoria.

Con un poco di fantasia e di memoria si può fare tutto, anche viaggiare nel tempo! Ed eccoci allora tornati indietro di………nt’anni e ci presentiamo alla porta dell’Asilo, in Via Matteotti, nella palazzina della attuale Biblioteca, con la mano in quella della mamma, il cestino con la colazione ed il grembiulino azzurro o rosa e, magari, due goccioloni grossi grossi agli occhi.

Ad accoglierci sulla porta c’è Suor Melania (di cognome faceva Locatelli, ma tutti a Cusano la ricordano solo come Suor Melania) oppure un’altra delle numerose Suore dell’Ordine di Maria Bambina che, in anni ed anni (più di un secolo!) di affettuoso lavoro, hanno aiutato a crescere centinaia e centinaia di bambini di Cusano.

Ho citato Suor Melania perché, in effetti, è stata la Suora che ha trascorso più tempo a Cusano, quella che ha visto più generazioni di Cusanesi presentarsi all’uscio dell’Asilo con il cestino in mano, quella che ha asciugato tanti di quei goccioloni di cui parlavo prima. In effetti però tante sono state le Suore che si sono succedute nel tempo. Ricordo la dolce Suor Antonietta (e per forza la ricordo, era la mia Suora!), Suor Gesuina, Suor Fausta, Suor Maria Rosa, per arrivare a Suor Costantina, e tante e tante altre!

Parlare di goccioloni agli occhi può sembrare un poco retorico ma vi assicuro che quelle lacrime che si versavano lasciando la mano della mamma, erano perfettamente vere. Poi però anche il “magone” passava e l’Asilo diventava un grande e meraviglioso gioco che non si sarebbe voluto mai abbandonare per nulla al mondo, neanche quando si aveva il morbillo, la varicella o gli orecchioni. A cinque anni il mondo è tutto da scoprire e tutto è un gioco: non facevano neppure male i bernoccoli sulla testa causati dal lancio delle castagne amare da parte dei compagni di gioco.

A proposito, il vecchio ippocastano dietro la Biblioteca, che ancora esiste, costituiva per noi una prodigiosa scorta di preziosi proiettili, ed avevano un bel gridare le Suore di non farci male: e chi le sentiva!

Vedo le mani di Suor Melania tuffarsi nelle grandi e misteriose tasche della veste talare ed uscire, immancabilmente, con qualche caramella, magari per chi, più degli altri, rimpiange la mamma; rivedo le mani di Suor Antonietta che, pazientemente, guida le mie nell’opera di punteggiatura di un primitivo disegno, mentre i miei compagni dormono con la testa appoggiata alle braccia sui banchi; rivedo ancora il fuggi fuggi generale causato dalla improvvisa visita di Don Enrico.

Attenzione i nastri nei capelli delle bambine ed i nodi delle cinture dei grembiuli dei maschietti sono in pericolo!

E’ difficile salvarsi ed il grande salone risuona delle false grida di paura. Del resto chi avrebbe mai osato sottrarsi all’assalto dei nastri quando ben si sapeva che la ricompensa sarebbe stata una caramella? C’era la guerra allora e vi assicuro che una caramella non era cosa da perdersi così facilmente!

I bambini dell’Asilo uscivano anche per le strade del Paese, uscivano tutti in fila con la mantellina ed il baschetto color nocciola, per accompagnare al Cimitero qualche loro nonno e, in questo caso, era proprio il nipote che precedeva i compagni portando una grande Croce (grande naturalmente per noi che eravamo piccoli piccoli!)

E’ capitato anche a me di portare la Croce e, nella mia ingenuità di bambino, questo fatto mi faceva sentire più alto di due metri rispetto ai miei compagni.

La cucina dell’Asilo passava, allora, invariabilmente solo una scodella di minestra a mezzogiorno, ed era servita nel salone su dei tavoloni lunghi, con una lunga fila di buchi per accogliere, in giusta misura, le scodelle. Ognuno poi si portava il resto da casa, nel cestino preparato dalla mamma e che si gustava magari anche invidiando il compagno o la compagna vicini. Finché alle quattro si tornava tutti a casa.

Questa era la tipica giornata passata all’Asilo fra i Piccoli, i Mezzani, o i Grandi, giocando con pochi e vecchi giochi di legno passati tra le mani di generazioni di bambini, oppure chini sui disegni da punteggiare con lo spillo e sulle asticciole faticosamente tracciate con la matita su improvvisati quaderni, immancabilmente ridotti a brandelli in breve tempo.

Se vi capita tra le mani qualche calendario edito dalla Farmacia comunale nei primi anni novanta del secolo scorso, date uno sguardo più attento alle fotografie dei bambini del 1921 o del 1931 od ancora del 1941. Anche se magari non ne riconoscerete alcuno, sappiate che quelli sono i volti delle persone che hanno fatto la storia del nostro Paese e che, non tutti purtroppo, potete ancora incontrate oggi per le strade del paese , magari con i capelli tutti bianchi.

Un ultimo favore, siate benevoli con chi ha scritto queste righe, pensate che, in fondo, è solo un bambino di cinque anni appena uscito dall’Asilo Zucchi!

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D.3.3. -  la Biblioteca Civica F. Maraspin

D.3.2
D.3.3

Negli anni ’60, oltre alla biblioteca l’edificio ospitava, l’Ufficiale Sanitario, l’Ambulatorio Comunale, l’ONMI, l’esattoria Civica e l’AVIS.
[Biblioteca F. Maraspin – Sez. Storia Locale – Segn. L 779 ARC - Vecchia Cusano 1, fasc. VC 12]

 

Testo rielaborato da uno scritto della dott.ssa B. Valesin, attuale direttrice della biblioteca.

L’atto di fondazione della Biblioteca di Cusano Milanino è una delibera di Giunta del 2 aprile 1960, che ne individua la collocazione nei locali precedentemente occupati dall’Asilo infantile “G. Zucchi”, in via Matteotti 37, dove si trova ancora oggi. 

La decisione fu “facilitata” dalla donazione di scaffalature e suppellettili da parte dell’editore Rizzoli e di libri e materiale vario da parte dell’editore Mondadori. La inaugurazione  avvenne il 5 aprile 1964 e il primo prestito fu effettuato due giorni dopo.

Il primo direttore, il dott. Ferruccio Maraspin, ne curò l’impostazione dandole una connotazione moderna e all’avanguardia rispetto ai tempi.

F. Maraspin (26 dicembre 1913 – 28 marzo 1972) nato a Fiume da una famiglia alto-borghese, lasciò il suo paese natale come profugo, mantenendo però i contatti con l’ambiente degli esuli istriani – tra cui gli scrittori Enzo Bettiza e Giani Stuparich - e soggiornò a lungo in Germania (da qui il suo amore per Goethe, Mann e Musil e per la lingua tedesca).

Laureato in Economia e commercio, divenne ufficiale di Marina e successivamente funzionario della Banca d’Italia fino al 1964, quando da pensionato assunse la direzione della Biblioteca di Cusano Milanino, dopo averne instancabilmente promosso l’istituzione presso l’Amministrazione Comunale. Collaborò con la Soprintendenza alle biblioteche della Lombardia nell’attuazione delle reti di prestito delle province di Bergamo e di Brescia. Socio dell’Associazione italiana biblioteche (AIB), dal 1968 fu membro della Commissione nazionale per le biblioteche degli enti locali e poi del Gruppo di lavoro Biblioteche pubbliche. Dal 1969 fu rappresentante italiano nel Comitato internazionale delle biblioteche rurali e dal 1970 membro del Comitato regionale della Lombardia. 

Uomo di grande cultura, aveva un dono innato nel relazionarsi con gli altri, grazie ad una capacità di ascolto e ad un’eloquenza che gli permettevano di instaurare rapporti schietti e immediati sia con gli intellettuali sia con i meno acculturati. Libero da pregiudizi e innamorato del proprio lavoro, riuscì a riunire un gruppo di persone che resero la biblioteca cusanese un polo di riferimento culturale.

 

Inizialmente la Biblioteca era costituita da un unico locale, la sala di lettura, e l’orario di apertura al pubblico era articolato su 21 ore settimanali, con tre aperture pomeridiane e due serali. La consultazione in sede era gratuita, mentre il prestito a domicilio richiedeva il versamento di una quota annuale di 400 lire o una semestrale di 200 lire (per agevolare i meno abbienti).

Fin dall’inizio il successo dalla biblioteca cusanese, sia per il prestito di libri, sia per la partecipazione alle iniziative culturali collaterali, fu una felice eccezione, un avamposto pionieristico in un panorama nel quale, anche in Lombardia, moltissime città anche più grandi non erano dotate di questo servizio.

In questa immagine della inaugurazione della biblioteca don Guido Cavagna, il Parroco, benedice; dietro di lui l’on. Mario Dosi, che ha appena tagliato il nastro; sulla porta, accanto al vigile urbano, il Sindaco Giovanni Tanzi.
[Biblioteca F. Maraspin – Sez. Storia locale – Segn. L 779 ARC - Manifestazioni, fasc. M20-l ]

 

La Biblioteca si orientò fin dall’inizio ad attirare da una parte gli studenti delle scuole locali (medie e tecniche) e quanti, per la loro attività, avessero la possibilità di divenire lettori, dall’altra di captare l’attenzione dei lavoratori, mediante un’azione da vero e proprio circolo culturale che offrisse riviste di buon livello, novità editoriali, manifestazioni culturali di tipo accademico, conferenze, dibattiti, rappresentazioni teatrali, mostre di pittura e scultura. 

Fin dal 1967 il rapporto con le scuole si era concretizzato con le visite guidate alla biblioteca, dove i ragazzi trovavano una sezione con patrimonio dedicato e specifiche attività di lettura (“l’ora del racconto”), lezioni di metodologia di ricerca per le classi dalla terza elementare alla terza media. Si organizzarono corsi di lingua inglese e si attivarono rapporti con i circoli culturali locali.

Nel 1969 venne attivata la discoteca, con sette postazioni di ascolto e un patrimonio iniziale di circa 200 dischi (musica sinfonica e operistica, jazz, folk, musica leggera, ma anche corsi di lingue, dizione, fiabe). Nel medesimo anno si istituirono i “punti di prestito” presso due fabbriche locali, la Gerli Industria Raion e la Tagliaferri. Si trattava di mettere a disposizione degli operai un patrimonio di 100/150 volumi da rinnovare ogni due/tre mesi, per coinvolgere una categoria professionale che poco frequentava la biblioteca, a causa della scarsità di tempo e di abitudine.

Dopo la Morte di Maraspin, che causò profondo cordoglio nella cittadinanza, la Biblioteca vide un susseguirsi di direzioni: dott. Gustavo Fontanella, sig. Cristiano Buffa e dal 1978 una gestione collegiale affidata a un Comitato con la direzione amministrativa svolta ad interim dalla sig.ra Franca Boniardi. La vita della Biblioteca continuò a ruotare attorno ad attività e manifestazioni di carattere socio-culturale.

Anni ’70. [Biblioteca F. Maraspin – Sez. Storia Locale - L 779 ARC - Vedute di Cusano, fasc. C36]

 

Nel 1976 fu costituito il Sistema Bibliotecario con i Comuni di Bresso, Cormano e Paderno Dugnano, con l’intento di unificare i sistemi di catalogazione, rendere disponibile il catalogo collettivo in ciascuna biblioteca associata, centralizzare la catalogazione e gli acquisiti, collegare il sistema di prestito. 

Nel febbraio 1977 la Biblioteca ospitò la prima mostra di fotografie e documenti su Palazzo Omodei. Nella foto, al centro, il sindaco Adelino Tagliabue.

 

L’arrivo nel dicembre 1982 della dott.ssa Ester Cicero come nuova direttrice portò ad una svolta. L’obiettivo principale diventò ricondurre l’identità della Biblioteca a quella di centro d’informazione, disincentivando le attività estranee alla documentazione. In questa direzione è da intendere anche l’adesione del Sistema Bibliotecario al C.S.B. di Novate Milanese, che fornì dal 1983 al 1987, il servizio catalografico centralizzato.

1977 – la prima catalogazione delle vecchie corti cusanesi sulla base delle testimonianze degli anziani

Maggio 1984

Saggio di fine anno degli allievi dei corsi di chitarra (maestro Stefano Cotta) e pianoforte (maestra Giordana Moletta) organizzati dal Gruppo di Sperimentazione Musicale della Biblioteca. 

In quattro anni gli allievi sono stati oltre 200. 

[tratto dal periodico locale La Piazza]

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Dal 1983 venne decisa la chiusura serale per la scarsa affluenza. Nel 1984 furono messi a disposizione dell’utenza il catalogo per materia  e i quotidiani. Inoltre, la Biblioteca aderì allo studio di un progetto di intersistema con Garbagnate, Novate e Rho, che fu avviato nel 1987, insieme all’automazione delle nove biblioteche partecipanti.

1999 – Con la manifestazione “Libri in Piazza” la Biblioteca esce dai muri della sua sede per incontrare i cittadini nello spazio pubblico di Piazza Allende. [Gruppo Fotoamatori Cusano Milanino – Segn. LP-001]

 

Le direzioni successive – dott. Giulio Fortunio (1988-1997), dott.ssa Barbara Valesin (dal 1999) – hanno mantenuto tale linea gestionale, attenta a sviluppare il ruolo di centro informativo locale proprio della biblioteca pubblica. Nel 1995 è stata riordinata e organizzata la sezione di storia locale.

Ad oggi la Biblioteca è collocata ancora nella sede storica di viale Matteotti 37, dove è stata inaugurata nel 2000 la sala ragazzi. Oggi il patrimonio consta di 42.000 documenti, di cui 38.000 sono libri e il resto multimediale (dvd, cd, audiolibri). Gli utenti locali sono 3.100 e il volume di prestiti si aggira intorno ai 60.000/anno. La Biblioteca fa parte del CSBNO ed è collegata in rete con altre 50 biblioteche del Nord Ovest Milano, con le quali collabora per fornire ai cittadini il servizio di prestito interbibliotecario, l’OPAC, il servizio Internet, il prestito di ebook e vari servizi online.

La Biblioteca alle soglie del terzo millennio

[Archivio ASCM - Foto Gianmario Capelli – 2000] 

Dopo che nel 2007 sono state installate postazioni di accesso a Internet all’interno dei locali, nel 2010 l’accesso è reso possibile, tramite WIFI, anche con i propri dispositivi e perfino dall’esterno dell’edificio, previa semplice iscrizione al servizio.

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